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Sostenibilità d'impresa

La chiave per un futuro responsabile e competitivo
Sviluppo sostenibile

La sostenibilità non è solo un obbligo normativo, ma una leva strategica per la competitività aziendale. In un mercato sempre più orientato verso la responsabilità ambientale e sociale, adottare pratiche ESG significa creare valore duraturo, migliorare la reputazione e accedere a nuove opportunità di business.            

Negli ultimi anni, il panorama normativo in ambito di sostenibilità ha rafforzato la necessità di un approccio sistemico alla sostenibilità, riconoscendo che la gestione degli impatti ambientali non può più essere limitata a iniziative settoriali o volontarie. Le nuove normative e gli standard di riferimento promuovono una gestione trasversale della sostenibilità, integrandola nelle strategie aziendali e rendendola un elemento chiave della responsabilità sociale d'impresa.

L’adozione di criteri ESG e di modelli di economia circolare stanno diventando un requisito essenziale per operare in modo competitivo e responsabile, incentivando: pratiche di gestione sostenibile delle risorse, la riduzione delle emissioni e la valorizzazione delle comunità locali. In questo contesto, le imprese sono chiamate a integrare la sostenibilità nei processi decisionali, rendendo la protezione dell’ambiente e dell’individuo elementi centrali della governance aziendale e della propria strategia di lungo termine.

"Non dobbiamo impegnarci in azioni grandiose ed eroiche per partecipare al cambiamento.
Piccole azioni, se moltiplicate per milioni di persone, possono trasformare il mondo."
Howard Zinn

SIGE supporta le aziende nel loro percorso verso la sostenibilità attraverso un approccio integrato che combina innovazione, competenze multidisciplinari e un costante aggiornamento sulle evoluzioni normative e di mercato. Offriamo soluzioni strategiche per la gestione ambientale, sociale e di governance, aiutando le imprese a migliorare l’efficienza energetica, ridurre l’impatto ambientale e adottare modelli di gestione etici e trasparenti. Il nostro impegno è volto a creare valore sostenibile, favorendo la competitività aziendale e la conformità agli standard ESG, per un futuro più responsabile e resiliente.

Le nostre attività:

Analisi e Reporting ESG

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Sostenibilità di impresa

Guidiamo le aziende verso un modello di business responsabile e redditizio

Sostenibilità di impresa
La valutazione ESG della "Supply Chain" oltre la logica della checklist
FAQ - Domande frequenti

Di seguito riportiamo alcune risposte alle domande più comuni riaguardanti i servizi connesi alla Sostenibilità d'impresa.

La sostenibilità vale solo per le grandi aziende o anche per le PMI?

La sostenibilità è rilevante per imprese di ogni dimensione. Con il D.Lgs. 125/2024 — recepimento italiano della Direttiva CSRD (2022/2464/UE), in vigore dal 25 settembre 2024 — gli obblighi formali di rendicontazione si applicano inizialmente alle grandi imprese. Con il Pacchetto Omnibus I (Direttiva UE 2026/470, in vigore dal 18 marzo 2026), le soglie di applicazione della CSRD sono state sensibilmente innalzate: restano soggetti agli obblighi le imprese con oltre 1.000 dipendenti e ricavi netti superiori a 450 milioni di euro (doppia soglia cumulativa).
Le PMI non quotate, pur fuori dall'obbligo diretto, sono sempre più coinvolte attraverso l'effetto cascata della supply chain: clienti, banche e investitori richiedono dati ESG ai propri fornitori indipendentemente dalle loro dimensioni. Omnibus I ha introdotto una tutela specifica — il cosiddetto "value chain cap" — che consente alle aziende con meno di 1.000 dipendenti di rifiutare richieste informative eccedenti i VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standards), standard volontari semplificati appositamente sviluppati per le PMI non quotate. SIGE offre percorsi su misura per accompagnare le PMI in questo percorso, anche in chiave di posizionamento competitivo.

Da dove si parte concretamente per avviare un percorso di sostenibilità aziendale?

Il punto di partenza è un'analisi dello stato attuale dell'azienda rispetto ai criteri ambientali, sociali e di governance (ESG Assessment), che consente di identificare le aree prioritarie su cui intervenire.
Dall'assessment si ricavano le aree prioritarie su cui intervenire e si definisce una roadmap strutturata, con obiettivi misurabili, indicatori di performance (KPI) e strumenti di rendicontazione allineati agli standard internazionali (ESRS, GRI, GHG Protocol). SIGE accompagna le imprese in ogni fase, dalla diagnosi iniziale all'integrazione della sostenibilità nei sistemi di gestione e nella governance aziendale.

Il bilancio di sostenibilità è obbligatorio anche per la mia azienda?

L'obbligo di rendicontazione di sostenibilità in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 125/2024 (recepimento della Direttiva CSRD 2022/2464/UE), entrato in vigore il 25 settembre 2024. Lo scenario è tuttavia in evoluzione per effetto del Pacchetto Omnibus I (Direttiva UE 2026/470) e della Stop-the-Clock Directive (2025/794, recepita in Italia con L. 118/2025).
Allo stato attuale, sono già obbligate dal 2025 (esercizio 2024) le grandi imprese con oltre 500 dipendenti già soggette alla precedente NFRD (Direttiva 2014/95/UE). Con Omnibus I — la cui attuazione nazionale è attesa entro marzo 2027 — le soglie saranno innalzate a oltre 1.000 dipendenti E ricavi netti superiori a 450 milioni di euro (doppia soglia cumulativa), con rinvio di due anni per le imprese originariamente incluse nella seconda e terza ondata di applicazione. La rendicontazione deve essere redatta secondo gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards), semplificati del 70% rispetto alla versione originaria, e deve incorporare il principio di doppia materialità.

Cos'è il GHG Reporting e perché è importante?

Il GHG Reporting (Greenhouse Gas Reporting) è la quantificazione sistematica delle emissioni di gas a effetto serra aziendali, classificate in tre ambiti: Scope 1 (emissioni dirette da fonti controllate), Scope 2 (emissioni indirette legate all'energia acquistata) e Scope 3 (emissioni lungo la catena del valore, sia upstream che downstream). I principali framework di riferimento sono il GHG Protocol Corporate Standard e la norma ISO 14064-1.
Il GHG Reporting è diventato un requisito imprescindibile nell'ambito della CSRD: lo standard ESRS E1 (Cambiamenti climatici) richiede la rendicontazione delle emissioni GHG per tutte le categorie di Scope, compreso il Scope 3. È inoltre rilevante ai fini della Tassonomia UE (Regolamento 2020/852) e della valutazione del rischio climatico fisico e di transizione

Come si calcola la Carbon Footprint di un'azienda o di un prodotto?

La Carbon Footprint può essere calcolata a livello organizzativo, seguendo il GHG Protocol Corporate Standard o la norma ISO 14064-1, oppure a livello di singolo prodotto o servizio, secondo la ISO 14067 o la metodologia PEF (Product Environmental Footprint) promossa dalla Commissione Europea. Entrambi gli approcci si fondano sui principi della metodologia LCA (Life Cycle Assessment), che valuta gli impatti dell'intero ciclo di vita.
Il calcolo della Carbon Footprint è strumentale alla definizione di strategie di decarbonizzazione credibili, al rispetto degli obblighi di reporting ESRS E1, e alla comunicazione trasparente verso stakeholder e investitori. È anche propedeutico all'eventuale adesione a target di riduzione basati sulla scienza (Science Based Targets — SBTi) e all'acquisizione di crediti di carbonio verificati, nel rispetto dell'imminente direttiva europea sul greenwashing (Direttiva UE 2024/825).
SIGE supporta le aziende nella raccolta dati, nell'analisi delle emissioni e nella definizione di strategie di decarbonizzazione.

Cos'è la LCA e quando è utile richiederla?

La Life Cycle Assessment (LCA) è una metodologia standardizzata dalle norme ISO 14040 e ISO 14044 che valuta in modo quantitativo e sistematico gli impatti ambientali di un prodotto, servizio o processo, dall'estrazione delle materie prime fino allo smaltimento o al recupero a fine vita (approccio "dalla culla alla tomba").
La LCA è utile in molteplici contesti: per progettare prodotti con minore impronta ecologica, per ottenere la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD — Environmental Product Declaration, norma ISO 14025), riconosciuta a livello internazionale nei mercati B2B e negli appalti pubblici, e per supportare la comunicazione ambientale in conformità con il Green Claims Framework europeo. È inoltre il fondamento metodologico richiesto dalla Commissione Europea per le categorie di analisi della Tassonomia UE.

Cos'è l'analisi di materialità e a cosa serve?

L'analisi di materialità è il processo con cui un'impresa identifica le tematiche ESG più rilevanti per il proprio modello di business e per i propri stakeholder, distinguendo tra quelle che generano impatti significativi sull'ambiente e sulla società (materialità d'impatto) e quelle che presentano rischi o opportunità economico-finanziarie rilevanti per l'impresa stessa (materialità finanziaria).
La CSRD e gli ESRS introducono come requisito obbligatorio il principio di "doppia materialità" (double materiality), che supera la sola prospettiva finanziaria già prevista dalla precedente NFRD. Il processo richiede il coinvolgimento attivo degli stakeholder chiave (dipendenti, clienti, investitori, comunità locali, fornitori) ed è il punto di partenza per la costruzione di un bilancio di sostenibilità conforme agli standard ESRS.

Cos'è la certificazione di parità di genere UNI/PdR 125:2022 e quali vantaggi offre?

La UNI/PdR 125:2022 è la prassi di riferimento italiana che definisce i requisiti per la certificazione delle politiche aziendali di inclusione e parità di genere, articolati in sei aree di valutazione: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione, equità retributiva, genitorialità e conciliazione vita-lavoro.
I benefici concreti per le imprese certificate includono: sgravi contributivi fino a 50.000 euro l'anno (ai sensi della Legge 162/2021 e del relativo decreto attuativo); riduzione del 30% della garanzia provvisoria nelle gare d'appalto pubbliche; punteggi premiali nei bandi del PNRR e nelle procedure di selezione per finanziamenti pubblici; oltre a significativi vantaggi reputazionali, di employer branding e di fidelizzazione del personale. La certificazione risponde inoltre ai requisiti della componente «S» del framework ESG e alle aspettative crescenti di investitori e banche nell'ambito della due diligence di sostenibilità.

Cos'è la certificazione SA8000 e chi può ottenerla?

La SA8000 è uno standard internazionale sulla responsabilità sociale d'impresa, emesso da Social Accountability International (SAI) e applicabile a qualsiasi settore e dimensione aziendale. Certifica il rispetto dei diritti umani fondamentali nei luoghi di lavoro: condizioni di lavoro sicure e dignitose, divieto di lavoro minorile e forzato, libertà di associazione, equità retributiva e orari regolamentati.
La rilevanza della SA8000 è cresciuta significativamente nel contesto della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D — Direttiva 2024/1760/UE), che impone alle grandi imprese di presidiare i rischi in materia di diritti umani e ambientali lungo tutta la catena del valore. Omnibus I ha rivisto le soglie della CS3D (5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato), ma il principio della due diligence sulla filiera rimane un requisito strutturale del sistema ESG europeo. La SA8000 può essere un requisito preferenziale per l'accesso a partnership commerciali internazionali, gare d'appalto e programmi di qualifica fornitori ESG.

Quanto tempo richiede tipicamente un percorso di sostenibilità aziendale?

I tempi variano in funzione del punto di partenza dell'impresa, della complessità organizzativa e degli obiettivi perseguiti. In linea generale: un ESG Assessment con analisi di doppia materialità richiede dalle 4 alle 8 settimane; la redazione di un bilancio di sostenibilità conforme agli ESRS richiede tipicamente tra i 4 e i 8 mesi di raccolta dati, analisi e strutturazione dei contenuti; i percorsi di certificazione — come la UNI/PdR 125:2022 o la SA8000 — prevedono iter più articolati, con fasi di gap analysis, implementazione e audit di terza parte, che richiedono generalmente dai 2 ai 8 mesi.
SIGE definisce con ogni cliente una roadmap realistica, con tappe intermedie misurabili, per garantire risultati concreti senza disruption operativa.

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